I tool di sviluppo per i sistemi OsX e iOS sono in continua evoluzione e spesso tra una versione e l’altra alcune modalità operative vengono sovvertite completamente senza che la documentazione di tale cambiamento sia necessariamente chiara.
E’ questo il caso del passaggio da XCode 3.x alla versione 4.x, in particolar modo per l’aggiunta di framework al progetto.
I framework sono costituiti da una collezione di classi precompilate e dai relativi files include attraverso i quali espandere le funzionalità dei progetti. Sviluppando per iOS ci si imbatte in almeno 3 kit che in qualche modo si finisce con l’integrare:
- CoreLocation.framework, per la gestione del GPS
- MapKit.framework, per l’integrazione delle mappe di Google
- AVFoundation.framework, per il supporto multimediale.
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I dispositivi iOS mettono a disposizione dei propri utenti la possibilità di rilevare le proprie coordinate, più o meno in modo preciso, avvalendosi dell’AGPS (Assisted-GPS). Il sistema GPS è costituito da un insieme di satelliti tramite i quali, con appositi calcoli di triangolazione, è possibile conoscere le coordinate di un punto su una mappa. A questo sistema si aggiunge il posizionamento assistito (ovvero la A di AGPS) il quale oltre a sfruttare i suddetti satelliti sfrutta anche le celle telefoniche e gli hotspot WiFi per tracciare la prorpia posizione. Un buon punto da cui partire per trovare informazioni su questo sistema è questo.
StoreManager prosegue nelle fasi finali della sua realizzazione, qui di fianco è possibile vedere lo schema delle entità e delle relative relazioni che descrivono il database dell’applicazione stessa. Probabilmente tale schema presenterà ulteriori evoluzioni prima del rilasco finale includendo, forse nuove entità, per ora non ancora previste.
La sua complessità è indice del tentativo di includere quante più informazioni e attività possibili inerenti la gestione di un magazzino.
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Nel corso degli anni Apple si è sempre ben guardata dal comunicare la memoria RAM presente nei propri dispositivi mobile, fornendo all’interno del proprio SDK gli strumenti necessari per l’allocazione e la deallocazione della memoria, di cui ARC è l’ultimo esponente.
A volte, però, nello svolgere determinate funzioni, andiamo spesso vicino al consumo della memoria disponibile dell’applicazione (oltre al rischio di frammentazione della stessa).
Poter monitorare la quantità di memoria disponibile risulta quindi essere non solo utile ma anche necessario, soprattutto in un’ottica multithread.
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Buongiorno a tutti,
il presente post è per segnalare lo stato di avanzamento lavori per l’applicativo in oggetto. Purtroppo per motivi personali il progetto ha rallentato lo sviluppo per il periodo di Ottobre e parte di Novembre 2011.
Da questa settimana gli sviluppi sono ripresi regolarmente. Il periodo di rallentamento è stato proficuo per stabilire alcune migliorie fondamentali nell’accesso ai dati degli archivi e la definizione di nuove strutture dati.
Attualmente la data prevista per il rilascio su AppStore è Gennaio 2012. La beta riprenderà da Dicembre 2011 e proseguirà per tutto il 2012.
L’applicazione verrà messa in modalità freemium su AppStore con le seguenti modalità:
1 – L’applicazione sarà gratis ma darà accesso ad un numero limitato di record (essenziali per verificarne la bontà)
2 – Ogni anno l’utente potrà acquistare una licenza d’uso temporale del costo approssimativo di € 79,00
3 – In caso di mancato rinnovo i dati non andranno persi ma non saranno più aggiornabili fino al rinnovo della licenza
4 – In caso di acquisto della licenza ad anno inoltrato è previsto uno sconto sul costo della stessa.
A presto per i successivi aggiornamenti,
Roberto S.
I dispositivi iOS presentano una serie di meccanismi per limitare il consumo della batteria. Il più evidente di questi è rappresentato dal progressivo calo di luminosità del display fino al suo totale spegnimento.
Pur essendo una feature utile non sempre nelle nostre applicazioni essa rappresenta un vantaggio, basti pensare ai giochi o alla visualizzazione di filmati lunghi o a qualcosa che si basa sull’uso delle mappe. Pertanto ci si ritrova a desiderare di disattivarla.
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Nello sviluppo di applicazioni per il sistema opertivo iOS di Apple (iPhone, iPod Touch ed iPad) ci sono dei componenti che l’interfaccia aggiunge automaticamente come la Status Bar, ovvero la barra posta in alto sullo schermo che porta alcune informazioni di stato del dispositivo, come la connettività, lo stato della batteria e l’ora.
Non sempre, però, si desidera che tale barra sia visualizzata all’interno della nostra applicazione (ad esempio se si è creato un gioco o se lo spazio che ci occorre non può concedere niente al resto). Esiste un modo molto semplice che non richiede alcuna scrittura di codice per essere attuato. Basta intervenire sul file info.plist dell’applicazione.
Esso, per essere precisi, si chiama nomeapplicazione-info.plist ed è un file formato dalla struttura generica di una lista del tipo chiave->valore.
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La carica della batteria è forse la risorsa più importante da tenere sotto controllo su un dispositivo portatile, in effetti è l’unica risorsa altamente deperibile che richiede una risorsa esterna (l’alimentatore) e lunghi tempi per essere ripristinata del tutto.
I dispositivi iOS forniscono nella Status Bar lo stato della batteria in modo da permettere all’utente di monitorarne la condizione in tempo reale.
Quando le applicazioni si avviano nascondendola, sarebbe opportuno che ne segnalassero in qualche modo lo stato e la percentuale di carica, in particolar modo se le applicazioni sono adoperate in modo prolungato o sfruttano molto il dispositivo come ad esempio i giochi.
Inoltre nulla vieta di sviluppare applicazioni apposite che migliorino le informazioni di monitoraggio dello stato della batteria tramite informazioni arricchite sia nei dati che nella grafica.
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