iAd – Apple pubblica le norme sulla privacy

iAdBuongiorno a tutti,

gli sviluppatori che tra ieri ed oggi hanno effettuato il login ad iTunesConnect si sono visti portare ad una pagina del sito di Apple in cui viene illustrata la politica di gestione della privacy da parte di Apple in merito al’uso di iAd, il network pubblicitario proprietario della casa della mela morsicata, all’interno delle proprie applicazioni oltre che in generale per i propri prodotti.

Nella pagina Apple spiega dettagliatamente il metodo con cui acquisisce le informazioni dal dispositivo dell’utente e come esse vengono adoperate comprese quelle relative alla geolocalizzazione.

Allo sviluppatore è inoltre richiesto di approvare esplicitamente il contratto di iAd in cui sono stati rinnovati i termini del servizio (tra cui l’aumento delle commissioni al 70% per il publisher).

La decisione di pubblicare le specifiche sulla privacy arriva in seguito ad un’interrogazione da parte di un senatore degli Stati Uniti ed alla decisione di Apple di non approvare più applicazioni che facciano uso dell’UDID (Unique Device IDentification) attraverso il quale alcuni network pubblicitari erano in grado di identificare i gusti e le applicazioni acquistate dagli utenti per poter proporre banner più mirati.

Questo passo, oltre che salvaguardare maggiormente la privacy dell’utente, va a costituire un ulteriore tassello del quadro generale predisposto da Apple per il rilancio del proprio network pubblicitario che ha disatteso, e di molto, le aspettative di tutti.

Con le ultime scelte iAd viene posto alla pari se non ad un gradino superiore come scelta da parte degli investitori per il network attraverso il quale proporre i propri prodotti.

La speranza per i publisher è che cresca la diversificazione dei banner e quindi la possibilità che un utente li selezioni.

Attualmente in Italia iAd è attivo ma il numero di banner proposti è alquanto limitato e comunque in relazione ad applicazioni presenti sull’AppStore. All’esterole nazioni che propongono i banner di iAd sono quasi esclusivamente quelle di lingua inglese mentre per le altre il numero di banner visualizzato è decisamente minore o nullo e, pertanto, anche in presenza di un’applicazione multilingua i guadagni possibili sono potenzialmente molto inferiori rispetto ad altri circuiti.

Poichè iAd ignora le impostazioni relative alla geolocalizzazione del dispositivo, tramite il meccanismo dell’opt-out, l’utente è tenuto ad andare a questo indirizzo dal proprio per poter modificare le impostazioni ed attivare e/o disattivare le opzioni.

L’augurio è che Apple non stia cercando di riolvere l’empasse troppo tardi vanificando così gli sforzi dei publishers ed allontanando i possibili investitori che non vedono un buon ritorno nella, ancor costosa, campagna.

Arrivederci al prossimo articolo,

Roberto S.

 



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