ci avviciniamo al rilascio della versione 0.3.0a di RSReport.
Questa sera, però, è stato rilasciato un minor update in grado di risolvere alcuni bug nella stampa del footer di pagina e della body section all’inizio di ogni pagina.
in serata verrà rilasciata una nuova versione di RSReport con una importante novità.
Per chi non avesse seguito finora le evoluzioni del soggetto, riassumo brevemente le caratteristiche del progetto.
RSReport è una engine per dispositivi iOS in grado di produrre report in formato PDF partendo da un’entità CoreData. La logica di funzionamento è basata sulle bande.
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Una delle più importanti rivoluzioni inserite nell’XCode 4.2.x è, unitamente al passaggio quasi obbligato ad LLVM (compilatore alternativo a GCC), l’adozione dell’Active Reference Counting, ARC in breve.
Farò una breve introduzione, semplificata al massimo, per spiegare le basi di questa tecnologia. Quando si sviluppava un’applicazione con XCode in Objective-C ad ogni oggetto allocato venita assegnato un contatore di istanza, ovvero ogni volta che si adoperava un’istanza di quell’oggetto veniva incrementato il contatore del numero di utilizzatori, ogni volta che si smetteva di adoperarla il contatore andava decrementato. Quando il contatore raggiungeva lo zero la memoria veniva liberata.
Per compiere questa operazione di adoperavano principalmente le parole chiave retain e release, per incrementare il contatore si adoperava la prima, per decrementarlo la seconda. Il rilascio della memoria, tramite dealloc, avveniva automaticamente quando il contatore si azzerava.
Questo meccanismo, pur se molto efficiente, introduceva (come per i puntatori in C) il rischio di lasciare reference valide degli oggetti che a lungo andare avrebbero esaurito la memoria disponibile.
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L’engine RSReport ha ancora ampi margini di implementazione ma, attualmente, può essere adoperata già per fornire dei report base da adoperare all’interno delle proprie applicazioni. Nel breve periodo, comunque, saranno diversi gli aggiornamenti che arricchiranno le funzioni e miglioreranno la stabilità dell’engine.
In questo articolo vedremo come adoperare l’engine per generare alcuni di questi report di base. Vi invito a seguire HTMedia.it per essere aggiornati sugli aggiornamenti che questa libreria e gli RSComponents riceveranno nel breve periodo.
Il concetto su cui ruota RSReport è, come per la maggior parte delle engine di reportistica moderna, l’uso delle bande. In ogni report, salvo casi speciali, è possibile identificare delle aree, alcune sono fisse altre variabili che possono ripetersi o meno. Ognuna di queste aree prende il nome di banda. Continue reading »
Cominciano con oggi i suggerimenti per Windows Phone. Come scritto nell’articolo dedicato a questo sistema operativo, questo ambiente offre, effettivamente, delle interessanti opportunità.
A causa di una fetta di mercato minore, se pur vero che i possibili acquirenti sono in numero limitato, è anche vero che la richiesta di applicazioni è molto elevata.
Avvicinarsi a questo sistema, almeno per le prove iniziali, è assolutamente gratuito (come anche per iOS ed Android), ma, visto che si parla di Visual Studio, non è da escludere che l’esperienza accumulata in quest’ambito possa rivelarsi utile anche in altri contesti.
Come sempre vi sono alcuni suggerimenti iniziali di cui tenere conto, in particolar modo se si è sviluppatori di lungo corso.
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Buongiorno a tutti,
questa notte è stato rilasciato un aggiornamento di RSComponents con l’aggiunta della classe RSDateHelper che, nel tempo, sarà arricchita delle funzionalità necessarie per snellire l’elaborazione, il confronto e l’usabilità delle NSDate all’interno delle applicazioni iOS.
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Punto di riferimento nella sua incarnazione precedente (windows mobile) prima che arrivasse l’iPhone, e quasi sparito del tutto dalla scena, nell’ultimo periodo il rinato sistema operativo di casa Microsoft ha ripreso a far parlare di se, soprattutto grazie all’accordo tra la casa di Redmond ed i Finlandesi delle Nokia.
Quest’ultima, conscia di aver perso il treno degli Smartphone e convinta che Symbian, il sistema operativo che ancora oggi (con un miliardo di pezzi venduti) la rende ancora il primo produttore di cellulari (non solo smartphone) al mondo, anzichè accodarsi (più o meno forzatamente), come la maggior parte degli altri produttori di dispositivi mobili, all’universo Android ha optato, più o meno coraggiosamente, per Microsoft ed il suo nuovo Windows Phone 7 (o 7.5), partorendo prima il Lumia 800 e, recentemente, il Lumia 710 e Lumia 900.
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Lo sviluppo di applicazioni per il sistema operativo made in Apple è sempre più diffuso e le possibilità di sviluppare applicazioni di successo sono ancora alte.
Quando si affronta lo sviluppo di un’applicazione, però, ci si trova spesso a dover affrontare la necessità di dover svolgere compiti, spesso noiosi o che richiedono molto tempo, che purtroppo non sono stati previsti all’interno dell’SDK.
Ad esempio potrebbe essere necessario inviare un’email dall’interno della propria applicazione, parsare in modo efficace un file JSON (anche se con iOS 5 il parsing di questo formato è stato integrato), dover leggere un RSS feed e tanto altro ancora.
Questi compiti sono spesso ripetitivi e fanno perdere molto tempo nello sviluppo di un’app. Fortunatamente esistono degli sviluppatori che hanno permesso di alleviare una parte di queste fatiche sviluppando codice adatto a questi scopi ed ampiamente riutilizzabile.
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Ieri l’evento organizzato da Apple ha aperto la strada ad un reale cambiamento di come leggere i libri.
Da quando l’iPad è entrato a far parte delle nostre vite e, prima ancora, ne era entrato a far parte anche il Kindle di Amazon, di acqua sotto i ponti ne è passata.
Si è passati dalla lettura di testi senza formattazione a contenuti sempre più attivi ed interattivi.
In particolare applicazioni di quotidiani e riviste presentano al loro interno dei link e degli approfondimenti a siti esterni o avviano dei video incorporati nel documento.
Anche Adobe e Quark hanno fiutato l’affare modificando InDesign ed XPress non solo per includere tali contenuti all’interno delle loro pubblicazioni ma addirittura per produrre direttamente applicazioni per i dispositivi comprensive dei reader necessari.
Personalmente mi sono affacciato alla possibilità di realizzare contenuti multimediali per i dispositivi mobile facendo la scelta di creare interi documenti/presentazioni interamente realizzate con Hype in HTML 5 e quindi integrate all’interno di applicazioni apposite per i dispositivi trovando il tutto molto utile e gratificante. Riuscendo a realizzare dei contenuti interattivi di tutto rispetto, un esempio potete trovarlo qui.
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L’introduzione di ARC con le ultime release di XCode e del compilatore LLVM hanno sicuramente contribuito a semplificare il codice delle proprie applicazioni. Infatti, salvo rari casi, l’applicazione gestisce in modo appropriato la memoria a disposizione rilasciandola quando necessario.
Ora, però, che iOS è un sistema operativo maturo e diffuso fanno capolino diverse librerie di terze parti che, adoperate all’interno delle proprie applicazioni, permettono di risparmiare tempo e codice nella realizzazione. Tali librerie, nonostante siano molto diffuse, non necessariamente sono aggiornate con tempestività, per cui il supporto ad ARC non è previsto. Anzi in alcuni casi gli sviluppatori stessi, per motivi di retrocompatibilità, spesso decidono di spostare il supporto ad ARC in tempi e modi da definirsi.
Ma come comportarsi nel caso si debbano adoperare tali librerie?
Se i files sono in formato compilato, salvo eccezioni, possono essere adoperate all’interno della nostra applicazione senza colpo ferire. Ma se essi sono in formato sorgente si aprono due possibilità:
1 – Modificare i files in modo che supportino ARC
2 – Dsabilitare ARC per questi files.
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