RSReport – Rilasciata la versione 0.5.2

On 17/05/2013, in RSReport, by RScarciello

RSReportCiao, questa sera ho rilasciato la versione 0.5.2 di RSReport.

Le novità di questa versione sono abbastanza limitate, questo perché seguirà, a breve, una versione che porterà numerose innovazioni nel motore di reportistica.

Prima di spiegare le modifiche di questa versione è bene però ricordare in cosa consiste RSReport.

RSReport è un framework per sistema operativo iOS il cui scopo è permettere la creazione di report in formato PDF direttamente sui dispositivi Apple senza richiedere l’accesso a server esterni e senza adoperare connessioni internet.

La versione attuale di RSReport fornisce le capacità per stampare report sfruttando l’accesso ad entità CoreData o, in alternativa, a vettori di dictionary. Il framework è progettato, però, per garantire la massima flessibilità allo sviluppatore che può integrare facilmente altre sorgenti dati pur di implementare correttamente le debite interfacce.

La versione 0.5.2 non aggiunge, in pratica, una sola funzionalità,  ovvero la proprietà easyReading all’interno della classe RSBodySection.

Il flag, di tipo BOOL, se impostato a YES farà si che al momento della stampa, quando nel ciclo vengono stampate le righe pari del report, venga inserita una banda del colore specificato nella proprietà easyReadingColor sullo sfondo della riga per tutta la sua dimensione. Se nessun colore è specificato verrà adoperato il grigio chiaro.

E’ cosi possibile ottenere una differenziazione delle righe stampate in modo automatico permettendo così all’utente dell’applicazione di distinguere rapidamente i dati.

RSReport è disponibile sotto licenza GPL a questo indirizzo.

Arrivederci al prossimo articolo,

Roberto

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WWDC 2013 Apple annuncia le date

On 24/04/2013, in Articoli, by RScarciello

WWDC 2013Anche quest’anno Apple annuncia le date della conferenza dedicata agli sviluppatori, la famosa WWDC 2013 (WorldWide Developer Conference) si terrà a San Francisco dal 10 al 14 giugno del 2013, anche quest’anno l’argomento principale sarà probabilmente iOS ed in particolare la versione 7 e l’attesa svolta che molti di noi attendono.

I prezzi, come sempre, non sono per tutte le tasche, l’importo infatti è di 1599 dollari per partecipante ed ogni azienda potrà inviare un massimo di 5 partecipanti. I posti come sempre sono limitati.

Per partecipare è necessario essere già iscritti ad uno dei programmi per sviluppatori a pagamento di Apple, le iscrizioni saranno aperte dalle ore 10:00 (orario PDT) del 25 Aprile e, se andrà tutto come negli anni scorsi, i posti saranno terminati dopo pochi minuti.

Per noi ovviamente oltre al costo del biglietto di partecipazione si aggiunge anche quello del viaggio e del vitto/alloggio, diciamo che l’investimento da sostenere è pari a circa 5000 dollari/euro.

Ma vale la pena effettuare questo investimento?

A parer mio se si è sviluppatori per piattaforme Apple e si ritiene che esse possano produrre un ritorno economico valido, la risposta non può essere altro che si, almeno una volta nella vita un investimento del genere andrebbe affrontato.

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iOSCiao, nell’articolo precedente ti ho mostrato un’alternativa all’uso dell’UDID rimaneggiando quanto indicato da Apple come sostituiti possibili al posto dell’UDID ormai in pensione. Hai però compreso che esistono diversi punti deboli nell’adozione dei sistemi indicati da Apple, e le relative manipolazioni fruibili, ad esempio il ripristino del dispositivo annulla i precedenti UUID registrati, così come il backup su un dispositivo ed il restore su un altro può comportare la copia dell’UUID memorizzato. Esistono altri identificativi univoci presenti sui dispositivi iOS per accedere ai quali, però, è necessario lavorare ad un livello più basso, anche se comunque legale. Tra questi vi è il codice IMEI (che però non è necessariamente disponibile su tutti i dispositivi), il numero di serie ed infine il MAC Address argomento di questo articolo.

Una definizione valida di MAC Address può essere trovata su wikipedia a questo indirizzo. Leggendo la definizione emerge chiaramente che il MAC Address è assegnato in modo univoco dal produttore dell’interfaccia di rete in sede di fabbrica, ma che può essere modificato via software (anche se sui dispositivi iOS è un’operazione sicuramente più complicata rispetto alla semplice lettura), resta però un parametro identificativo univoco che contrariamente al UUID assegnato al venditore non cambia in caso di reset del dispositivo.

Non essendo questo un parametro standard che uno sviluppatore comune dovrebbe normalmente adoperare (in realtà esistono decine di casi in cui conoscere il MAC address di una interfaccia di rete è utile per effettuare meccanismi di protezione e controllo) non esiste una API specifica che permetta di accedere a questo dato del dispositivo, bisogna quindi scendere di livello e lavorare cone le librerie C a nostra disposizione.

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Tip iOS #44 – UDID alternative all’uso

On 24/03/2013, in iOS Tips, by RScarciello

iOS In questi giorni si è verificato uno degli eventi più temuto dagli sviluppatori iOS anche se ampiamente previsto ed annunciato tempo addietro da Apple stessa, dal primo maggio non sarà più possibile sottoporre applicazioni per l’approvazione, siano esse nuove o semplici aggiornamenti, che fanno uso dell’UDID del dispositivo e, per quanto riguarda l’iPhone, non supportano il display da quattro pollici e le visualizzazioni retina. Nel caso non si rispettino queste regole l’applicazione verrà automaticamente scartata.

Mentre per il secondo caso (il supporto ai nuovi display ed alle elevate risoluzioni) la soluzione è relativamente semplice, il problema dell’UDID mette decisamente in difficoltà tutta una serie di applicazioni che adoperavano questo identificativo per tenere traccia e riconoscere rapidamente il dispositivo in modo univoco.

L’UDID, se non lo sai, è una stringa alfanumerica identificativa assegnata in modo univoco ad ogni singolo dispositivo iOS. Si può tranquillamente paragonare ad un numero di serie, ma lunghezza e complessità lo rendono anche più sicuro in quanto relativamente poco accessibile, il suo uso più comune è quello di registrarlo nel Device Portal come dispositivo su cui effettuare i test in quanto è adoperato per firmare i certificati di debug in modo che un’applicazione sia abilitata a funzionare su uno specifico dispositivo.

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Smart TV – Un mercato interessante

On 13/02/2013, in Articoli, by RScarciello

SMART-TVSe siete alla ricerca di un mercato che possa offrire nuove opportunità quello delle SMART-TV potrebbe rivelarsi, nel medio termine, decisamente interessante.

La televisione, fin da quando è diventato un elettrodomestico di massa, è la regina del salotto, nel bene o nel male. Negli anni questo elettrodomestico è sicuramente quello che ha subito maggiori evoluzioni e variazioni, prima con il passaggio dal bianco e nero al colore, poi con la possibilità di interfacciarsi con altri dispositivi (Videoregistratori, DVD Player, BRD Player), quindi con il miglioramento della qualità dell’immagine, con il passaggio dalla tecnologia al tubo catodico a quella Plasma/LCD/LED, con il digitale terrestre e con il 3D ed ora con la possibilità di collegarsi in rete e poter installare ed eseguire delle vere e proprie applicazioni le TV di ultima generazione meritano pienamente il nomignolo di SMART-TV.

Ma in cosa consistono le suddette applicazioni?

Fondamentalmente un’applicazione per SMART-TV è un sito web scritto in HTML5/CSS3/Javascript o con contenuti Flash, impacchettato in un’unico file che, oltre al codice delle pagine, deve contenere anche tutta la grafica e la componente audio dell’applicazione. I dati che si aggiornano man mano, come quelli provenienti da un Feed RSS o video presenti in rete, invece possono essere elaborati a tempo di esecuzione ma non possono essere caricati e resi permamenti all’interno della SMART-TV. Questo sia per ragioni di sicurezza sia perchè la quantità di memoria disponibile all’interno del dispositivo è, attualmente, limitata ed anche un solo video potrebbe esaurirla.

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Android

Riuscire a monetizzare i propri sforzi nello sviluppo delle applicazioni mobile è, sicuramente, il principale obbiettivo di chi si è avventurato in questo mondo. La vendita delle applicazioni è, spesso, il primo approccio a venire in mente. Purtroppo non è sempre quello più proficuo, la maggior parte degli utenti spesso segue un percorso a scalare partendo con il testare le applicazioni gratuite e solo in un secondo tempo opta per quelle a pagamento. Ma anche per le applicazioni gratuite la possibilità di recuperare economicamente i propri investimenti esiste, basta ricorrere al sistema dei banner pubblicitari di cui AdMob è di sicuro uno dei rappresentanti principali.

AdMob è il circuito pubblicitario che Google ha riservato ai propri annunci su dispositivi mobile. Esso, dall’anno scorso, permette di visualizzare non solo gli annunci del circuito, ma anche quelli del più vasto AdSense. In questo modo le applicazioni riescono a visualizzare un numero di banner molto più elevato ed avendo anche una maggiore varietà permetteranno di avere un riscontro economico maggiore.

La procedura di inserimento di un banner all’interno di un’applicazione Android è relativamente semplice, essa può avvenire sia tramite codice Java che attraverso XML implementando il descrittore dell’interfaccia dell’activity che desideriamo adoperare, in questo articolo mi occuperò del secondo metodo.

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Buon 2013 dal nostro staff

On 01/01/2013, in Articoli, by RScarciello

Ciao, anche il 2012 ci ha lasciato ed il 2013 ha iniziato a scorrere. L’anno appena trascorso ha portato tante piccole rivoluzioni nel mondo mobile alcune presagite, altre meno.

I dispositivi Apple sono sempre molto richiesti da tutti, ma, anche vista la diversificazione dell’offerta, questo appena trascorso è stato l’anno di Android. Samsung è ora il primo costruttore di cellulari al mondo. Nokia, il gigante da battere di un quinquennio fa, è ridotta all’angolo. Anche i suoi nuovi dispositivi stentano a farsi strada. Al punto che è possibile provarli per una settimana per verificarne la qualità.

Microsoft ha fatto delle scelte che alcuni definirebbero coraggiose, il più le definiscono folli. Windows 8 con la sua interfaccia è mal digerito, i tablet Surface, che avrebbero dovuto fare sfaceli, soggiaciono quasi invenduti sugli scaffali. I cellulari con Windows Phone 8, idem. Alcuni definiscono il numero di applicazioni presenti sullo store Microsoft sufficienti con il loro numero di 175.000 circa. Personalmente le trovo ancora esigue per attirare clienti (anche se whatsapp, facebook e le altre social sono praticamente tutte presenti).

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RSReport – Rilascio versione 0.4.1

On 30/11/2012, in RSReport, by RScarciello

RSReportCiao, l’aggiornamento di RSReport procede sempre più alacremente. Anche grazie ai suggerimenti degli utenti (a proposito, grazie Sergio), si sta delineando sempre di più un percorso evolutivo che porterà al rilascio della versione 1.0.0 nel primo trimestre del 2013.

L’aggiornamento di oggi vede l’inserimento di alcune proprietà all’interno delle classi specializzate nella stampa.

Le tre classi con maggiori modifiche sono RSCurrencyItem, RSAvgItem ed RSSumItem. In tutte e tre è stata aggiunta la proprietà locale che, se valorizzata, permetterà di definire il formato in cui una valuta dovrà essere stampata in base alla nazione definita. Nel caso in cui la proprietà sia posta a nil viene adoperato il locale del dispositivo.

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RSReport – Rilascio versione 0.4.0

On 22/11/2012, in RSReport, by RScarciello

RSReportIeri notte ho rilasciato una nuova versione di RSReport che arriva, così, alla release 0.4.0.

Questa nuova versione è principalmente un refactoring del lavoro svolto finora, sono state eliminate due classi la RSMOImageItem e la RSMOTextItem, le loro funzionalità sono state incorporate, rispettivamente, in RSImageItem ed RSTextItem.

Le classi che si occupano di accedere ai dati e che iniziavano con la sigla RSMO ora iniziano semplicemente con RS.

La scelta di questo refactoring è dovuta, essenzialmente, alla necessità di recuperare flessibilità nell’engine.

Un errore di progettazione che si stava trascinando da tempo, ormai, prevedeva l’inserimento della proprietà attribute all’interno delle classi che accedono a CoreData per recuperare le informazioni.

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Cloud Computing e Client/Server

On 21/11/2012, in Articoli, by RScarciello

Durante una delle pause caffè di ieri parlavo ai miei colleghi delle evoluzioni a cui sto sottoponendo RSReport e delle modifiche che ho intenzione di apportarvi nel breve e medio termine. Come sempre le battute fioccavano, ma tra queste, poichè i miei colleghi sono persone molto competenti, diverse considerazioni, soprattutto in merito al Cloud Computing mi hanno dato da pensare.

Alcuni colleghi indicavano come scelta preferibile l’elaborazione e la generazione del report lato server anche a fronte degli investimenti nell’ambito Cloud da parte delle principali multinazionali nell’ambito IT.

Ieri, mentre aggiornavo RSReport (disponibile qui) con una nuova classe, mi son chiesto quanto questo framework abbia senso nell’essere adoperato e sviluppato. Da quel momento mi si sono affacciate alla testa tutta una serie di informazioni e nozioni accumulate in questi anni.

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Wordpress Code Snippet by Allan Collins